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L'ASSOCIAZIONE

Chi siamo: Chi siamo

L’associazione nasce il 14 dicembre 2014 come sezione di Tivoli, rendendosi indipendente dalla sezione E.R.A. provinciale di Roma della quale era delegazione e di cui ancor prima faceva parte integrale con soci radioamatori anche fondatori della stessa E.R.A. Roma.
Alcuni soci di questa Associazione sono provenienti dai radioamatori e volontari che fin prima della nascita della Protezione Civile, operavano nelle necessità del soccorso a disposizione delle Autorità preposte, in particolare Prefetture e Comuni. La Protezione Civile nasce nel dopo terremoto dell'lrpinia del 1980, dove qualcuno di noi collaborò al coordinamento dei soccorsi con collegamenti tra Prefetture e paesi nel cratere dell'evento. Si ricorda l'OM radioamatore l0ZME Ministro Giuseppe Zamberletti per questa sua attività forse non da tutti conosciuta.
Nel 2018 la O.d.V. Associazione European Radioamateurs Association Sezione di Tivoli viene nominata Sezione Provinciale diventando la Stazione di Telecomunicazione TLC Sala Operativa E.R.A. lnterRegionale Centro ltalia "S.O.E.l.R. Centro ltalia" facente parte della rete nazionale delle sale operative E.R.A. e della Colonna Mobile Nazionale E.R.A. Pegaso.
Siamo dunque una Organizzazione di Volontariato (O.d.V.) senza scopo di lucro specializzata in tele-radiocomunicazioni alternative, in particolare di emergenza, i cui membri sono Radioamatori definiti tali dal conseguimento della licenza di Operatore di Stazione radioamatoriale con il nominativo internazionale che identifica il singolo radioamatore e di Autorizzazione Generale di Classe A, rilasciati previo esame specifico dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).
Alcuni dei nostri soci sono già stati precedentemente impegnati in attività di soccorso sul campo nei luoghi colpiti da calamità, dall’Irpina ai più recenti fenomeni dell’Abruzzo e del Friuli svolgendo il ruolo di supporto e sostituzione alle comunicazioni tradizionali, inevitabilmente compromesse dagli avvenimenti, ed assistenza alla collettività, sempre a disposizione e sotto le direttive degli Enti e Autorità preposte.
Al contrario di quel che comunemente si può pensare infatti, visto le numerose sigle che nominano la radio come mezzo di attività di soccorso, l’attività radioamatoriale è tutt’altro che semplicemente ludica. Già considerando la necessità di detenere una licenza che presuppone il superamento di un esame fa riflettere sullo studio che ci deve essere anche prima di essere considerato un radioamatore vero e proprio. È richiesta quindi la conoscenza di molti argomenti tecnici di elettronica, elettrotecnica e della teoria dei segnali, senza considerare l’apprendimento di un gergo specifico molto vasto ed il suo corretto utilizzo, a partire dal codice Morse, il codice Q, la scala RST e tutte le leggi che regolamentano l’uso delle frequenze. È necessario inoltre che un radioamatore sia in grado di costruire di sua mano e far funzionare un apparecchio ricetrasmittente, nonché di allestire e rendere operativa una stazione.
E l’ottenimento della patente non è altro che l’inizio dell’attività di radioamatore, fatta di collegamenti intercontinentali con colleghi stranieri, studio e ricerca in ambito fisico sulla propagazione delle onde e di innovazione dei mezzi di comunicazione a distanza.
Si è partiti infatti da un semplice bip! tramesso da una parte all’altra di una collina per arrivare ad una rete internet che copre tutto il mondo; d’altronde il cellulare e lo smartphone altro non sono altro che una naturale evoluzione delle vecchie radio analogiche che sfruttano il medesimo fenomeno fisico.
Ed anche gli apparati radioamatoriali si sono evoluti al contempo, partendo dal vecchio telegrafo in CW passando alla fonia AM ed FM utilizzata in frequenze per i collegamenti a portata ottica, alle bande laterali USB e LSB impiegate nei collegamenti della banda dei 7 MHz che permettono di comunicare, in condizioni favorevoli, con tutto il mondo senza l’utilizzo di infrastrutture esterne ma solo con un apparecchio e un’antenna, al sistema PSK31 e RTTY utilizzato dalle telescriventi, alla SSTV che permette di trasmettere immagini tramite onde radio (concetto poi riutilizzato per gli MMS dei cellulari e che tutt’oggi ci permette di ricevere fotografie dalla Stazione Spaziale Internazionale, dotata anch’essa di una stazione radioamatoriale VHF nominativo lRO ISS nom. Radio di Samantha Cristoforetti IZTEVR - Paolo Nespoli lZ0 JPA  Luca Parmitano IZSPNU )), per arrivare poi al sistema Echolink che permette di sfruttare un’infrastruttura mista radio-internet che onsente di comunicare appoggiandosi a ponti radio molto distanti tra loro sfruttando la connessione internet e alle trasmissioni satellitari che si appoggiano appunto a satelliti orbitanti a disposizione esclusiva dei radioamatori.
Tutto ciò ovviamente non è nato dal nulla, ma è stato creato da radioamatori capaci che hanno fatto evolvere la società, che oggi è in grado di comunicare e sentirsi più vicina e unita così facilmente anche e soprattutto grazie alla loro attività e al loro estro creativo.
Il radioamatore è poi una persona che mette a disposizione della collettività le sue capacità, non resta soltanto nel suo studio a parlare ad un microfono. Lo fa principalmente attraverso l’attività di volontariato e di protezione civile, in ottica di supporto alle comunicazioni e al coordinamento per le squadre impegnate sul campo. La facilità e rapidità nel comunicare, specialmente in ottica di soccorso e in situazioni di emergenza, sono essenziali per la buona riuscita e l’efficacia dell’intervento e pertanto i radioamatori risultano indispensabili in queste situazioni potendo contare non solo sulle piccole trasmittenti portatili spesso, ma non sempre, in dotazione alle associazioni di protezione civile, ma anche ad una più vasta e solida infrastruttura di Telecomunicazioni a cui soltanto loro, dotati delle licenze e dei permessi necessari, possono accedere.

Chi siamo: Impressum

Adempimento obbligo di trasparenza delle erogazioni pubbliche per l'anno 2019

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